La comunicazione non verbale

Sono la Dottoressa Eleonora Picoco, psicologa e specializzanda in psicoterapia, e in questa pagina vi parlerò di comunicazione non verbale e dell’importanza che riveste in tutte le nostre relazioni con le altre persone, occasionali o durature.

In questa pagina ne fornisco una breve analisi e ne sottolineo l’importanza nella nostra vita quotidiana.

Quando si ha la sensazione di avere poco o nessuno spazio per esprimere o manifestare le proprie emozioni e sentimenti, le parole spesso provano a nascondere ciò che si prova davvero.
Sovente, però, anche senza accorgersene, quello che si cela dietro le parole emerge comunque da altri segni del discorso.

La comunicazione non verbale, insieme dei gesti, mimica facciale, tono di voce, modo con cui si guarda chi è di fronte, costituisce il canale privilegiato per comprendere meglio quello che le parole tentano di camuffare.

Comunicare con i gesti

La gestualità tipica dei popoli mediterranei arricchisce ed enfatizza alcuni elementi del discorso.

Un buon oratore o un manager efficiente sa bene quanto sia importante “colorare” con i gesti adatti le parole perché queste rimangano impresse nella mente dell’ascoltatore. dimostrato infatti che ha l’80 per cento in più di probabilità di essere ricordato se è accompagnato dai gesti adeguati.

Alcuni gesti come aprire e chiudere la mano per salutare o portare l’indice alla bocca per zittire sono prodotti intenzionalmente e possono sostituire in tutto o in parte la comunicazione verbale.

In altri casi invece la comunicazione diventa inconsapevole: succede per esempio battendo il pugno sul tavolo o incrociando le braccia nel corso di una conversazione, gesti che rivelano lo stato emotivo di disapprovazione per qualcosa che l’interlocutore ha detto o fatto. Le sopracciglia inarcate o gli occhi in movimento segnalano invece l’intenzione di prendere la parola.

Davanti a una persona per cui si prova interesse può succedere di accompagnare le parole con gesti non consapevoli e involontari come giocare con i capelli e con le mani o muovere il piede: sono gesti che servono ad autoregolarsi e a rispondere ad esigenze, motivazioni e bisogni interni di adattamento allo stress causato dal non sapere ancora se l’interesse è reciproco.

Comunicare con lo sguardo

Secondo un antico proverbio “gli occhi sono lo specchio dell’anima” perché esprimono quello che proviamo.

La saggezza popolare non si discosta molto dalla realtà, anche se può capitare di incontrare qualcuno che, pur guardando dritto negli occhi e con uno sguardo sincero e disponibile, sta mentendo: in generale, però, chi non sta dicendo la verità non è in grado di sostenere lo sguardo dell’interlocutore e finisce per guardare altrove.

In questo caso le parole e la comunicazione non verbale trasmettono un messaggio diverso e contraddittorio: quando ciò accade, è sempre bene fidarsi del secondo, meno soggetto all’azione della censura.

L’importanza della comunicazione non verbale

Da questa breve carrellata di note sull’argomento, è chiaro che la comunicazione non verbale è una parte importante e determinante dell’interazione con gli altri: riconoscere e comprendere i segni non verbali permette di trarre delle informazioni maggiori sugli interlocutori e indirizzare in maniera adeguata i rapporti successivi.

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