Psicologia madre-figlio: attaccamento madre-bambino

Sono la Dottoressa Eleonora Picoco, psicologa e specializzanda in psicoterapia e mi occupo di aiutare le madri e i bambini nella gestione dell’attaccamento. Grazie alla mia attività di studio e perfezionamento, ho potuto osservare che i legami affettivi che si stabiliscono nei primi due anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo emotivo e per l’equilibrio psicofisico del bambino o della bambina.

L’attaccamento madre-figlia/o

Numerose ricerche rivelano che un legame sicuro, caloroso, fatto di rapporti costanti e frequenti con una figura di attaccamento, permette al piccolo di crescere all’interno di un legame di attaccamento sicuro che condizionerà in modo positivo anche i suoi futuri legami affettivi.

Questa figura si chiama caregiver ed è la persona che nei primi due anni di vita si prende cura in maniera esclusiva del bambino e risponde in modo idoneo sia alle sue esigenze e necessità fisiologiche come l’essere cambiato, lavato, pulito e nutrito, ma anche e soprattutto ai bisogni di ordine psicologico come l’essere preso in braccio, coccolato, consolato quando piange o sentirsi protetto tra le braccia del genitore.

Le mamme e i papà hanno la stessa importanza per lo sviluppo del bambino, anche se per la nostra cultura di riferimento, la mamma svolge il ruolo principale nella crescita del bambino: è lei che dopo averlo portato e atteso dentro di sé per nove mesi, se ne prende cura una volta nato, decifrando e interpretando i suoi vagiti, pianti e sorrisi, dando senso anche a ciò che per il bambino sono semplici espressioni o riflessi.

Attraverso l’osservazione diretta di coppie di madre-bambino si può osservare il rapporto unico e speciale che li lega: la mamma sembra capire il significato del pianto del suo bambino e capire quando indica fame, sonno o quando è semplicemente un segnale di richiesta di attenzione e coccole.

La mamma sa riconoscere e attribuire un senso alle richieste del figlio, permettendogli di costruirsi una rappresentazione adeguata dei processi di pensiero propri e dell’altro che si prende cura di lui, e gradualmente fa maturare al bambino la consapevolezza di essere separato e diverso da lei, con emozioni proprie e desideri a volte diversi.

Bambini sicuri

I bambini che hanno sperimentato un legame di attaccamento sicuro si riconoscono subito: hanno mamme e papà che sono stati capaci di comprendere le loro necessità e bisogni anche quando loro ancora non ne erano consapevoli o quando non erano in grado di esprimerli a parole.

Potrebbero sembrare bambini viziati, abituati a ottenere tutto e subito, ignari della frustrazione e delusione per la mancata realizzazione dei loro scopi, ma in realtà è proprio l’opposto: sono bambini capaci di considerare il punto di vista altrui, di rinviare la soddisfazione immediata dei loro desideri tenendo in considerazione la realtà esterna, consapevoli che nella vita esistono anche le sconfitte e le delusioni anche se si è fatto di tutto per ottenere ciò che ci si era prefissati, senza perdere l’autostima e l’amore per se stessi.

Ciò ha permesso loro di diventare consapevoli del loro pensiero, di possedere la capacità e la competenza di costruire una rappresentazione interna della realtà esterna, di poter fare ipotesi, congetture e quindi di verificare se ciò che hanno immaginato o fantasticato possa realizzarsi e trovare conferme nel mondo esterno.

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