Shopping compulsivo e psicologia. Come affrontare il problema

Sono la Dottoressa Eleonora Picoco, psicologa e specializzanda in psicoterapia, e in questa pagina vi parlerò del disturbo legato allo shopping compulsivo, una tra le diverse dipendenze psicologiche esistenti. Troverete l’analisi e lo studio del disturbo, il mio approccio teorico e la possibilità di prenotare una visita nel mio studio a Tricase (Lecce) o a Brindisi.

Comprare per riempire il vuoto dentro: è questo che sta alla base dello shopping compulsivo.
Il desiderio di acquistare cose, di qualsiasi natura e senza distinzione, spinge chi ne soffre ad accumulare oggetti di ogni specie di cui poi dimentica l’esistenza, con l’unico scopo di colmare il senso di ansia, stress e disagio che prova dentro di sé.

“Compro, quindi esisto”

La tendenza irrefrenabile all’acquisto risponde all’urgenza della persona che la avverte di soddisfare i suoi impulsi: incapace di considerare i dati oggettivi della realtà e di utilizzarli per posticipare la realizzazione dei suoi bisogni, quando si trova in un negozio non riesce a evitare di comprare qualcosa.

L’aspetto che denuncia il carattere di dipendenza dello shopping compulsivo è il senso di angoscia, di ansia e di tensione che pervade la persona che ne soffre quando l’acquisto per qualche motivo non avviene e il bisogno non viene soddisfatto, spesso senza alcuna consapevolezza e comprensione della natura e dell’origine di tale profondo disagio.

Il vuoto da riempire

Come per ogni forma di dipendenza, non mi limito a considerare la manifestazione esteriore del comportamento dipendente, ma cerco di andare al di là di quello che appare e di considerare anche ciò che lo shopping compulsivo nasconde e quello che lo causa.

Dietro la dipendenza dall’acquisto si cela una forte depressione, una struttura di personalità caratterizzata da un forte senso di insoddisfazione, di inadeguatezza e fallimento che annulla tutte le altre abilità e capacità della persona.

Dopo aver comprato, la persona dipendente dall’acquisto per alcuni minuti si sente tranquilla e soddisfatta appagata dall’aver esercitato il suo pieno potere sulle cose: è padrona di sé, degli oggetti e delle cose e mentre compra non si rende conto di quello che non funziona nella sua vita.

In realtà, quasi subito subentrano un profondo senso di colpa per gli acquisti senza controllo, la vergogna e il timore del giudizio degli altri che la portano a nascondersi, a isolarsi e a non rivelare a nessuno queste spese non decise in piena consapevolezza.

Interventi mirati per la cura della dipendenza da shopping

La dipendenza da shopping ha gravi ripercussioni sulla vita affettiva, sociale e relazionale che devono essere tenute in considerazione nell’intervento psicologico: chi ne soffre tende a chiudersi in sé, a nascondersi e ad evitare qualsiasi intrusione esterna nelle sue decisioni.

Attraverso un percorso di psicoterapia psicodimamica socio-costruttivista si rintracciano le cause alla base dell’ansia e del disagio del paziente e la motivazione che lo spingono a cercare al di fuori di sé il modo per colmare il vuoto interiore, per aiutarlo a comprendere il carattere compulsivo e l’impossibilità di fermarsi davanti all’esigenza di comprare.

L’attenzione del paziente viene spostata sui sentimenti e le emozioni che prova nel momento in cui compie l’azione, sulle diverse modalità di acquisto e su quello che prova se qualcosa o qualcuno lo blocca.

Si analizzano in maniera graduale anche le conseguenze che derivano dal suo comportamento, il danno che provoca a sé e agli altri attraverso gli acquisti incontrollati, per renderlo poco alla volta in grado di gestire una somma di denaro limitata e definita e di riappropriarsi del senso di autoefficacia e controllo reale sulla sua vita.

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