Psicologa per Ludopatia o GAP. Curare la dipendenza dal gioco d’azzardo

Sono la Dottoressa Eleonora Picoco, psicologa e specializzanda in psicoterapia, e in questa pagina vi parlerò dei disturbi legati alla ludopatia o dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, una tra le diverse dipendenze psicologiche esistenti. Troverete l’analisi e lo studio del disturbo, il mio approccio teorico e la possibilità di prenotare una visita nel mio studio a Tricase (Lecce) o a Brindisi.

Cos’è la ludopatia

Il GAP è disturbo psichico, classificato tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali (DSM-IV- TR), che interessa e coinvolge numerose famiglie italiane.

“Quello che penso si deve realizzare”

Il giocatore d’azzardo patologico è convinto che tutto quello che ha in mente e che riguarda l’andamento della partita, il modo di affrontare le capacità dell’avversario, le mosse e la strategia attuata, siano i migliori in assoluto, sempre vincenti e in grado di dominare anche gli imprevisti.

Il giocatore d’azzardo vive nel presente eterno della sua partita: quando gioca, quando ha le carte in mano, oppure quando l’avversario è rappresentato da una macchinetta, tutto intorno a lui perde di senso e di valore e lo porta perfino a dimenticarsi chi è, che lavoro fa e a focalizzarsi esclusivamente sul “qui e ora” della partita.

La sua mente è in una dimensione parallela, le sue energie, sforzi e capacità orientati all’oggetto “gioco”: quello che conta è la sensazione che prova nel preciso istante che precede la giocata, l’adrenalina e il piacere del rischio misti alla speranza della vittoria e alla frenetica volontà di riscatto da una sorte avversa che lo trascinano nel vortice della dipendenza.

Il desiderio di vincere a qualunque costo, affermazioni come “quella giocata è andata male perché la macchina non è fortunata” oppure “le carte oggi non mi sono amiche”, evidenziano la presenza di un pensiero magico onnipotente che non tiene conto della realtà e dell’impossibilità di avere la certezza di tutto, manifestano chiaramente l’illusione del giocatore di poter controllare la partita, gli eventi, l’avversario e soprattutto l’idea che tutto quello che il giocatore pensa si debba realizzare e lo debba portare alla vittoria.

Per questi motivi, anche di fronte a ripetuti turni di gioco senza successo, il giocatore d’azzardo continua a rischiare e a giocare ancora, convinto che anche se qualche volta perderà, non si farà mai davvero del male: alla fine arriverà la partita vincente che lo riscatterà dalle sconfitte precedenti e la frustrazione causata dalla sconfitta ripetuta sarà ripagata dalla vittoria finale.

Curare il gioco d’azzardo patologico

La natura delicata e complessa del gioco d’azzardo patologico rende necessaria la presenza e l’intervento di diverse figure professionali: medici, psicologi, assistenti sociali, educatori che, a diversi livelli e con modalità specifiche, si relazionino con la persona dipendente, assistendola nel percorso della disassuefazione.

È determinante che la persona prenda coscienza e consapevolezza della propria dipendenza e la associ alla volontà di guarire e ridurre il disagio sociale, familiare e lavorativo che la dipendenza porta con sé.

Dal punto di vista psicologico, in particolare, il mio intervento è rivolto non solo alla persona, ma anche alla famiglia d’origine, contesto malato, disfunzionale, del quale spesso il giocatore rappresenta il capro espiatorio.

I passaggi fondamentali da adottare sono individuare e, dove possibile, sostituire le dinamiche disfunzionali all’interno del contesto famigliare, le abitudini, lo stile comunicativo, i messaggi inconsci nei discorsi tra i membri che in molti casi favoriscono o incentivano il manifestarsi e il persistere della malattia.

Integrare un percorso di psicoterapia individuale è fondamentale per affrontare e superare le dipendenza dal gioco d’azzardo: la psicoterapia è emozioni della persona, non soltanto durante il gioco ma anche nei diversi contesti di vita, delle motivazioni sottese alle sue azioni quotidiane, delle strategie di coping di fronte alle avversità e le modalità di esame della realtà.

Prenota una visita

Ricevo a Brindisi e a Tricase, su appuntamento.

Il costo di ogni colloquio è di 40 Euro.